Come sintetizzare gli esiti affinati d’arte di un giovane talento? Forse conviene coniare un nuovo termine?
È chiaro che, nelle modalità espressive di Mikhail Albano – questo è l’artista – sono presenti sia il suo estro creativo, che un modo nuovo di coniugare l’arte, offerta in spazi urbani. Regalando, in tal modo, a chiunque la possibilità di approcciarsi alle contingenze artistiche antiche, moderne e contemporanee, tramite una riproduzione fedele o di opere, incorniciate dal tempo e dalla storia, o di contesti e personaggi ed animali reali e/o realmente esistenti o esistiti.
Mikhail Albano, artista stimato, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Catania, documenta un curriculum di importanti traguardi, con relativa partecipazione ad eventi culturali e mostre, anche alla presenza di apprezzabili critici d’arte, sia in ambito nazionale che internazionale.
Perfino nel tempo del lookdown, imposto a causa degli effetti pandemici, Mikhail non ha smesso di lasciare il segno della Sua Arte. Tanto da guadagnarsi il titolo di “Colui che trasforma Catania in una Galleria a cielo aperto”, confermando la sua insita poliedricità e la voglia di creare “Oasi cromatiche”, anche per i comuni passanti della città catanese.
Mikhail ha iniziato un nuovo percorso artistico, variando l’esecuzione della Street Art, unendo ad essa una nuova intelaiatura su cui costruire ed esperire le sue geniali visioni. Nei segni rivelatori finali dell’artista, vengono interpretati e contemplati aspetti classici secolari, uniti alla cultura ambientale. Ambivalenza che si coglie nelle sue forme estemporanee d’arte! Le suggestioni, per l’artista, si rinvengono e si leggono ovunque, immergendosi nella letteratura e nell’arte di ogni tempo della straordinaria Sicilia!
Questa è l’espressione con cui Mikhail dichiara il suo entusiasmo per la Terra siciliana, che affonda le radici nel mito e, a seguire, in ogni periodo storico succedutosi.
Le Sue ricognizioni artistiche si trasformano in opere ecosostenibili disseminate, appunto, come sementi d’arte, soprattutto nel centro e nel tratto del lungomare di Catania.
È d’uopo chiedersi, ma qual è la novità estrosa messa in opera da Mikhail? … Ebbene, l’originalità risiede nel supporto usato dall’artista. Per approntare la sua vena artistica, egli impiega, infatti, pellicole trasparenti, al fine di pervenire ad un approccio eco friendly, unito all’uso dei colori acrilici ecosostenibili.
Così, vengono realizzate installazioni su rivoluzionari telai biodegradabili e compostabili, con un occhio attento al rispetto ambientale. In particolare, trattasi di pellicola biodegradabile, composta da filamenti di mais, che non solo non nuoce all’ambiente, bensì nel tempo si trasforma in concime per il terreno.
Mikhail reinventa, così, i canoni della sua “Arte a tempo”, … ecco l’emergente e personale ”FilmArt”, autenticata dall’urban artist naturalizzato catanese.
Mikhail ha un desidero, quello di diffondere la Sua maestria, ora sunteggiata nell’espressione “Arte a cielo aperto”, in ogni città capoluogo della Sicilia, importante per visibilità ed affluenza turistica.
Il suo animale totem è l’elefante, raffigurato, rappresentato, stilizzato dall’artista in ogni forma d’arte riproducibile e con ogni tecnica, passando dall’olio su tela, all’incisione, all’applicazione artistica tridimensionale, anche tramite riciclo, sino alla sua personale tecnica di FilmArt.
L’elefante, inoltre, è simbolo della città di Catania e connaturato simbolo di Mikhail, attraverso cui esplicita gli aspetti caratteriali del suo ego, ovvero: mansuetudine, forza e vitalità per superare i momenti avversi.
L’ultima stazione del racconto artistico, palesata da Mikhail Albano, riguarda la mostra supportata dalle istituzioni locali del territorio etneo, con particolare riferimento all’Assessorato alla Cultura di Catania. L’esposizione dell’artista è stata intitolata: ”Esigenza”.
Il contenitore artistico, annunciato graficamente dal suo animale totem, ossia dall’Elefante, ha messo in mostra ben 40 opere dell’artista, nella prescelta location catanese espositiva “GAM”.
La manifestazione espositiva è divenuta principio comunicazionale per narrare il tempo corrente, ancora non ‘avulso’ dalla pandemia, e ‘reinventare’ la nuova “Esigenza” del tempo dell’arte, del tempo dei musei, del tempo non vissuto dagli estimatori delle bellezze artistiche, archeologiche, storiche, naturalistiche in genere.
Così da stabilire ‘Nuove Mode’ che il tempo attuale esige, messe in correlazione tra realtà vissute e realtà tangibili ed immaginate ancora da esperire!
Luisa Trovato