L’evento di formazione continuata, presentato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, intitolato “La situazione del sistema bancario in Sicilia ed il ruolo della Banca d’Italia. La deontologia del giornalista economico finanziario”, svolto presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia ed Impresa dell’Università degli Studi di Catania (21/06/2019), ha dato la possibilità di acquisire n. 6 crediti formativi deontologici ai giornalisti partecipanti. In quel consesso, si sono avvicendati gli interventi dei seguenti relatori: Prof. Rosario Faraci, giornalista; Prof. Sebastiano Mazzu’, docente universitario; Dott. Filippo Barbera, responsabile della locale Divisione Vigilanza Banca d’Italia; Dott. Giuseppe Saporito, Divisione ARET della Sede di Palermo Banca d’Italia; Dott. Gennaro Gigante, direttore Banca d’Italia di Catania; Dott. Giuseppe Vecchio, giornalista; Dott. Rino Lodato, giornalista; Dott. Domenico Pirracchio, giornalista.
Il workshop formativo ha proposto spunti di riflessione sull’attuale sistema imprenditoriale. In particolare, uno specifico focus ha fatto luce non solo sull’aspetto legato alle aziende, bensì a quello bancario.
Conseguentemente è stata prodotta un’anamnesi sull’intero sistema sociale, tenendo conto della contestualizzazione: sistema famiglia-lavoro-mercato-banca e sistema istituzionale e aziendale-bancario.
In detta circostanza, è stato riferito in merito alla necessità di ripensare ad un nuovo criterio di fare impresa in Sicilia. E’ palese che l’Economia è certamente una materia complessa, ed occorre pertanto reinventare un metodo, per impartire lezioni già a livello scolastico, nonché proporre appositi indottrinamenti ad enti territoriali.
A tal proposito, il rappresentante della Banca d’Italia presagisce l’esigenza di creare dei modelli semplificati, che possano velocizzare l’interazione fra la banca e la società, e dunque fra l’attuale “sistema banca” e l’utenza privata e commerciale.
Da parte del rappresentante accademico, invece, è giunto l’appello di muoversi in una direzione d’ausilio verso le Aziende del territorio in default, per salvaguardare un patrimonio economico. Detto “bene/capitale”, individuato nel contesto imprenditoriale siciliano, che, per la più parte, è soprattutto un “patrimonio sociale” deve essere tutelato. Esso fa riferimento al filone relativo al sistema famiglia-lavoro-mercato che, inevitabilmente, si traduce anche in un sistema che rima con “patrimonio bancario”.
La ricetta economica ha necessità di essere riscritta da parte di nuovi attori protagonisti, che facciano dialogare insieme, in forma trasversale, tutte le discipline del sapere, così da reinterpretare i fenomeni economici e portarli verso un piano superiore, quello dedicato al benessere sociale.
