a cura di Luisa Trovato
In un mondo in continua evoluzione, anche le scienze mediche sono coinvolte in innovativi e sistemici orientamenti, per motivarsi verso una peculiare e riformulata cura. Doti che rendono il thesaurus della medesima cura all’avanguardia e sempre più protesa alla prevenzione: “Conditio sine qua non”, o condizione indispensabile, senza la quale non si può compiere un’azione mirata, protesa verso una “Medicina” sempre più efficace e sempre meno invasiva.
In questo quadro d’orientamento, si trovano accluse perfino le modalità che rimano con discipline e studi orientali.
Inoltre, si inizia a parlare di “Medicina integrata” e, sempre con maggior enfasi, si utilizzano i termini: “olismo” e “complesso sistemico”.
In ordine a quanto affermato, si focalizza l’attenzione sull’espressione “Medicina integrata”. Essa, tenendo conto di un’interpretazione del cosiddetto “paradigma sistemico” (Il paradigma sistemico rappresenta, con efficacia, l’attuale superamento dell’interpretazione frammentata e meccanicistica della realtà – pensiero lineare di relazione tra causa ed effetto -, a favore di una visione unitaria e di “insieme” dei sistemi viventi e della vita – pensiero complesso ), verifica l’insieme complessivo dell’individuo, inteso alla stregua di un unicum di biologia e psiche, quale “sistema coerente”. Inoltre, la Medicina Integrata accorpa, nel suo metodo di cura, come in una simbiosi assoluta, il ruolo delle emozioni. Queste ultime, inoltre, si correlano in una permanente relazione – a tratti definibile osmotica – con l’intero organismo/corpo.
In questa visione, l’organismo umano viene vagliato nei suoi livelli di complessità. In dettaglio, l’ambito di analisi ed osservazione relativa alla complessità, è quello del rapporto tra emozioni e soma, tra mente e corpo.
Volendo poi indagare il termine “olismo”, si riferisce che detto lemma deriva dalla parola greca: ὅλος od hòlos, e può tradursi con il vocabolo “totale”, “globale”. Così, in termini di salute, esso rappresenta uno stato “globale”, unione di mente, corpo, spirito ed anche ambiente circostante. Le discipline naturali, che si prospettano su questo versante, acquisiscono infatti l’epiteto di olistico. Con detto termine si vestono anche le terapie e/o i trattamenti, protesi ad interessare l’individuo sin dalla sua essenza interiore, per produrre eventi di “guarigione”, fino alla sfera personale esteriore.
A tal proposito, possono concepirsi dei centri specializzati, definiti olistici, finalizzati alla creazione ad personam di riequilibrio e benessere. È possibile pensare ad un centro olistico, come al luogo dove è possibile ripensare ad un nuovo stile di vita da adottare e/o a riconnettersi con il proprio sé interiore e con l’armonia della Natura. Ad esempio, alcune delle discipline che possono essere impartite, in un centro con dette credenziali, sono lo yoga e l’ayurveda. Scibili antichissimi che esplorano l’individuo a tutti I livelli, interagendo così sotto diversi profili: fisico, mentale, energetico e persino emozionale.
Volendo aggiungere altri tratti distintivi, relativi ad un centro olistico, si riferisce che per dirsi tale, deve possedere specifiche caratteristiche. In primis, un luogo simile deve possedere requisiti irreprensibili a norma, volti al rispetto per l’ambiente. Deve, poi, possedere spazi idonei per promuovere discipline legate anche all’Arte, se contemplate.

Ed ancora, un centro olistico deve avere spazi specifici per poter prestare, alla stregua di una mission medica, le terapie ed i trattamenti che sono tipici dell’universo scientifico orientale.
I trattamenti proponibili riguardano, ad esempio: omeopatia, agopuntura, aromaterapia, fitoterapia, osteopatia, medicina tradizionale cinese, shiatsu e yoga ed ayurveda già citate.
Volendo contestualizzare simili realtà, si afferma che i centri olistici si internazionalizzano, con precipue presenze nelle più importanti capitali del mondo. Così non è in Italia. Qui infatti, i centri olistici rappresentano una realtà rappresentativa di pochissime unità. Esiste invero, la tendenza ad associare il centro olistico con quello più conosciuto di centro benessere. Ma questa tendenza sta per essere invertita, grazie ai contributi di noti scienziati (Fritjof Capra) e medici, come ad esempio Nader Butto, medico israeliano, che, in numerose pubblicazioni divulgative ed interviste, definisce tra le altre cose, anche il termine di olistico. Egli affronta ancora tematiche legate alle teorie relative all’ologramma e all’entanglement quantistico.
In conclusione, si può così sconfinare il campo della medicina convenzionale, affidandosi a pratiche terapeutiche millenarie ma differenti, che sondano il mondo delle energie sottili, delle tecniche vibrazionali o “energo-vibrazionali” della medicina naturale.
In un simile contesto epocale, le realtà note come “centri olistici”, devono essere rappresentate da figure professionali e competenti. In un futuro in divenire, dette figure diverranno, di conseguenza, protagoniste di un’innovativa qualità di vita. Esse palesano, di fatto, peculiarità uniche; utilizzano in realtà una distintiva percezione sottile, che diviene strumento evolutivo al servizio ed a favore del prossimo.
Si vive immersi in un “Universo frattale”. Un luogo impercettibile ma tangibile, che risponde a precise leggi universali, dimostrabili perfino tramite canoni stereotipati da recenti saperi. L’Uomo, anch’esso è un “essere frattale”, sia nelle proporzioni del corpo, sia dell’anatomia sottile. Esso, per vivere in armonia con l’Ambiente che lo circonda, ha bisogno di sperimentare quotidianamente un Equilibrio, tale da rispondere a queste leggi, unitamente agli aspetti di mente, corpo e spirito. L’Armonia tra queste fogge citate, infine, equivale all’equazione risolutiva di “Salute”.
Buona Vita in armonia!!!