Le “Scienze sociali”, nel panorama odierno, acquisiscono un carattere espressivo sempre più ridondante, tanto dal far ragionare sull’esistenza di una sociologia che si ramifica in più sociologie, un patrimonio che si incrementa di giorno in giorno di concezioni percepite e studiate con l’intelletto duttile dell’indagatore sociale, in avanscoperta, tra lo spazio e il tempo di un territorio. Una delle specializzazioni su cui focalizzare l’attenzione è correlabile alla sociologia del territorio e dell’ambiente. Questa disciplina, in siffatta congiuntura storica, si rivela “vero gabinetto scientifico” per contribuire alla revisione dei canoni attinenti alla sfera della socialità nello spazio, o meglio negli spazi, dove si manifesta concretamente l’esistenza della socialità, sottoposta anche a studiata “misurazione”, cercando conseguentemente di capire, quali siano oggi gli effettivi livelli di socialità nel riversamento territoriale!
Anche il territorio si interpreta secondo alcuni canoni, ad esempio, si parla di spazi urbani, extraurbani, antropici, naturali. Nella declinazione del territorio si individua sempre una precipua attenzione alla correlazione sociale, si genera sempre una corrispondenza, in quanto l’una esiste nella realtà dell’altra.
Nel tempo pandemico trascorso e ancora non del tutto finito, le chiavi di lettura congiunte al territorio e alla socialità sono state oggetto di rivisitazioni, soprattutto in senso politico, con applicazioni empiriche di indicazioni sull’aspetto prossemico, riconducibili all’assetto sociale, mediante il cosiddetto “distanziamento sociale” e la differenziata validazione degli spazi condivisibili e collettivi.
A tal proposito, è stato portato a battesimo un documento che, nell’individuazione variegata e policroma delle scienze sociali, intende dialogizzare su teorie e pratiche del territorio, attraverso l’osservazione metodica del sociologo. La premessa vale per presentare il “Manifesto dei Sociologi e delle Sociologhe dell’Ambiente e del Territorio sulle città e le aree naturali del dopo Covid-19”, redatto con l’obiettivo di segnalare delle traiettorie per far fronte a problemi emergenti nel Paese, derivanti dall’avversità epidemiologica dilagante da coronavirus, a cura dell’AIS – Associazione Italiana di Sociologia- Sezione Territorio. “L’obiettivo finale del Manifesto è duplice: da un lato avviare un dibattito interno alla disciplina che consenta di rinforzare lo scambio di idee tra i membri di un’ampia comunità, dall’altro fare del Manifesto uno strumento di interlocuzione non solo critico ma costruttivo con il mondo esterno alla comunità stessa (come istituzioni pubbliche, imprese private, media, associazionismo, società civile più in generale)”. Le sedi in cui portare il “carteggio” inerente alle scienze sociali sono quelle che abbracciano il confronto scientifico e culturale dal sentore accademico, istituzionale e politico/amministrativo, per delineare dibattimenti in primis teorici al fine di giungere verso approdi valevoli all’applicazione pratica della vita reale!…
“La sociologia dell’ambiente e del territorio si qualifica – dunque – non solo per essere definita come una sociologia applicata, ergo finalizzata a individuare e a promuovere ricadute sui contesti socio-territoriali, ma nel tempo ha anche sviluppato una serie di rapporti con altre discipline del territorio – con riferimenti all’urbanistica e alla geografia, con l’intento e di vedere in tutto ciò, uno snodo cruciale per la definizione delle traiettorie di benessere e sviluppo delle comunità locali a varia scala: dal quartiere, alla città, all’area metropolitana, alla regione”
Se l’attività d’osservazione, unita alla capacità di vedere le cause-effetto, con sindacabilità dell’obiettivo da raggiungere, viene analizzata con fare metodologico e con fare da flâneur, si può giungere ad una inaspettata consapevolezza della dimensione vissuta dall’uomo in un dato ambiente, e detta sperimentazione porta di conseguenza l’essere agente ad avere cognizione del territorio vissuto. Inoltre, se la consapevolezza viene unita alle flessioni dell’agire secondo le regolamentazioni in atto o da attuare conformemente a un credo politico, si può giungere alla summa delle esperienze e degli effetti esperenziali che possono fare la differenza dell’agire umano e che, socialmente parlando, possono segnatamente avere i toni della sperequazione sociale o essere non graditi o, ancora, risultano da perseguire solo per adeguarsi ad alcune forme di vincolo, orientato al mantenimento di uno standard di vita sociale. Il fine di ogni ricerca è quello di presentare al tavolo del dibattimento un sistema, un metodo che, alla fine dei conti, risulti migliorativo e che determini realtà migliorative nel contesto della “qualità della vita delle popolazioni in generale e dei cittadini in particolare”, senza perciò comportare l’attuazione di forme discriminanti e differenzianti tra individui appartenenti a un dato o di ogni contesto sociale, soprattutto in momenti complessi o problematici della Storia umana.
Perseguendo il filone delle scienze sociali e, in particolare, delle attività che vengono a compiersi all’interno di realtà accademiche, è d’uopo far riferimento all’iniziativa: “Conferenza Nazionale dei Dottorandi in Scienze sociali”, che si terrà nella sede universitaria del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Ateneo di Catania. Detta conferenza è giunta alla sua VII edizione e si svolgerà nella sede accademica menzionata dal 1 al 3 Dicembre 2022. La mission della Conferenza nazionale dei dottorandi in scienze sociali rappresenta un’occasione di confronto dialogico su aspetti scientifici tesi alla ricerca, da avviare tra studiosi non strutturati che orbitano nel settore delle Scienze Sociali: e in questo senso possono partecipare laureati magistrali, dottorandi, neo-dottori di ricerca e assegnisti di ricerca. Inoltre, la mission della Conferenza si incentra tout court su raffronto dei partecipanti e promuove la discesa in campo della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali di turno, per valutare le qualità degli allievi, sia sul piano logistico che sulla modalità organizzativa di un evento scientifico di rilevanza nazionale.
Il cuore pulsante della conferenza è costituito dalla proposta dei panel tematici, parte propulsiva dell’iniziativa scientifica, elaborata per richiamare l’interesse degli aderenti. Dalla coordinazione di studiosi del DSPS catanese, si sono originate cinque call, quale fonte attrattiva per intercettare consensi di appassionati al settore delle scienze sociali. Di seguito si citano le sezioni di studio individuate: 1) Categorie della politica nella crisi della democrazia: rappresentanza, diritti, libertà; 2) Libertà, giustizia sociale e nuovi immaginari in tempi di crisi. Uno sguardo multidisciplinare; 3) Spazi politici in trasformazione: società, istituzioni, diritti, conflitti; 4) Il mezzo secolo più lungo della storia: il secondo Novecento dalla Guerra Fredda alla globalizzazione; 5) Come (ci) cambia la tecnologia: discriminazioni e disuguaglianze nella società degli algoritmi.
I contenuti relativi alla summenzionata proposta dei panel tematici, messi a disposizione degli interessati di Scienze sociali e/o per intercettare adesioni nella qualità di uditore e/o relatore in occasione della conferenza, sono rinvenibili nell’apposito sito: www.cndss.org1.
![]()
Luisa Trovato